Inviato da il 16/02/2018 in Programmi
Riteniamo fondamentale investire a medio-lungo termine nella Cultura. I beni culturali sono un elemento costitutivo e strategico per la crescita del Paese.
1) Riduzione del numero delle Direzioni generali presso il Ministero e eliminazione delle segreterie regionali.
2) Riattivazione delle direzioni regionali e delle soprintendenze tecniche.
3) Gli investimenti nel patrimonio culturale meritano di superare almeno l’1% di PIL.
4) Introduciamo i Distretti culturali e puntiamo al miglioramento degli itinerari storico-artistici.
5) Svolgimento da parte di un unico soggetto delle funzioni di tutela e valorizzazione dei beni.
6) La gestione dei servizi aggiuntivi deve essere totalmente pubblica e possono essere concessi ai privati i soli servizi di bigliettazione, caffetteria, ristorante e guardaroba.
7) Valutare il reale fabbisogno di risorse umane per raggiungere livelli adeguati di gestione in Archivi e Biblioteche e valorizzare le figure professionali che operano nel settore.
8) Semplificare le micro erogazioni liberali, con la possibilità di effettuare i versamenti direttamente sul portale Art Bonus. Prevediamo uno sgravio fiscale sulla base del tipo di elargizione.

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In un Paese come l'Italia, ricco di beni culturali e di tradizioni colte e popolari, la promozione della buona cultura è un dovere.
1) Tutela e valorizzazione dei beni culturali devono andare di pari passo. Solo in questo modo la cultura è una "cosa viva" e non una inutile reminiscenza del passato.
2) Bisogna proseguire sulla via di una tutela del nostro immenso patrimonio culturale che sia anche in grado di valorizzarlo come elemento della cultura e della tradizione e anche come attività d'impresa.

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Con la cultura si fa crescere l’Italia.
1) Promuoveremo una nuova legge sull’editoria con misure di sostegno per tutte le filiere del libro.
2) Un fondo strutturale sarà destinato alla rigenerazione delle aree dismesse, sottoutilizzate, periferiche, segnalate da enti locali, reti locali di operatori, artisti o semplici cittadini.
3) Il contributo da 500 euro per i 18enni per l’acquisto di prodotti culturali diventerà stabile nel tempo.
4) Cultura e turismo possono essere alleati. Per questo introdurremo incentivi fiscali sul modello dell’iperammortamento per chi riqualifica alberghi e strutture ricettive.
5) Terremo aperti i musei principali fino a mezzanotte, tutti i giorni, per consentire alle città di ampliare la propria offerta culturale.
6) Vogliamo istituire un fondo “Patrimonio al sicuro” per piccoli interventi di messa in sicurezza dei beni culturali in aree a rischio sismico, con più attenzione alle periferie e all'arte contemporanea.
7) Vogliamo promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sul territorio, potenziando ArtBonus con nuovi
meccanismi, incentivando e semplificando micro-donazioni di cittadini e turisti.
8) Proponiamo un Piano cultura 4.0 per le imprese culturali e creative che investono in innovazione tecnologica, con particolare attenzione alle aree ad alto tasso di abbandono scolastico e al Sud.

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Interventi strategici:
1) Trasformare il Ministero dei Beni culturali in Ministero del Tesoro dei beni culturali.
2) Costruire un gruppo di lavoro di persone qualificate per Marketing e Sviluppo.
3) In Italia, il 50% dei musei non ha un sito Web e solo il 2,5% accetta le prenotazioni online. Il turismo passa anche dalla digitalizzazione dei musei.
Interventi immediati:
4) Più ampia defiscalizzazione degli investimenti in cultura (cinema, musei, spettacolo dal vivo…).
5) Abolizione delle norme di spending review che hanno diminuito dell’80%, con tagli diretti, il budget dei comuni e delle amministrazioni pubbliche disponibile per mostre e comunicazione.
Interventi di medio termine:
6) Federalismo museale e archeologico (studio di fattibilità): i territori e i comuni diventano i veri protagonisti, mentre lo Stato ha un ruolo sussidiario.
7) Roma città museo (modello Parigi).
8) Creazione a Como nel palazzo Terragni e negli edifici adiacenti del più grande museo di arte moderna, architettura e design del Nord Italia.

2) La promozione dell’immenso patrimonio artistico del nostro Paese deve fare un salto di qualità, deve seguire logiche di marketing d’impresa, sviluppando partnership con operatori di altri Paesi, evitando la dispersione delle risorse e una comunicazione frammentata in mille canali di scarso impatto complessivo.

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